Lo smalto: definizione, proprietà e cenni storici

“Lo smalto porcellanato è un rivestimento inorganico, di natura vetrosa, utilizzato sui metalli a scopo protettivo, funzionale e decorativo. Dopo l’applicazione dello smalto sul supporto, si procede alla cottura di vetrificazione ad altissima temperatura. Questo procedimento sviluppa tra le due superfici reazioni chimico-fisiche tali da creare un materiale nuovo, che riunisce in sé le caratteristiche del vetro (igiene e durezza) e quelle del supporto, nel caso del metallo (resistenza, formabilità e leggerezza). Raramente l’accoppiamento di due materie tanto diverse ha dato risultati così brillanti e versatili, sia dal punto di vista estetico sia delle prestazioni. Per questo la diffusione dello smalto porcellanato è da sempre in continua crescita, parallelamente alla ricerca di nuovi settori di utilizzo e di formulazioni rispondenti a requisiti sempre più severi.”

Definizione dal sito del Centro Italiano Smalti Porcellanati.

Un oggetto smaltato ha il fascino di un gioiello e suscita attrazione perché è percepito come il cristallo o come le pietre dure. I suoi colori luminosi hanno una gamma cromatica vastissima. Lo smalto ha origini antiche ma nobili pur essendo figlio del fuoco e della terra. È nato per arricchire l’aspetto monocromatico dell’oro e come questo ha una durata di vita lunghissima.

Lo smalto è unico perché:

La storia dello smalto

Lo smalto nasce nella cultura micenea, forse sull’isola di Cipro, circa 3500 anni fa, e si diffonde nei secoli nel Mediterraneo e in Medio Oriente. Inizialmente viene usato solo a scopo decorativo, applicato sull’oro per impreziosirlo ed esclusivamente su oggetti di pregio, come scettri, anelli o gioielli. Secoli dopo, furono i Celti, i Barbari e i Romani i primi ad usare lo smalto su bronzo per oggetti d’uso comune, quali pentole o pugnali in dotazione all’esercito. Nel Medioevo, lo smalto gode del suo massimo splendore negli imperi bizantino e carolingio su impulso della religione cristiana. Verso il 1200 si preferisce il rame dorato e l’arte dello smalto viene usata per opere a scopo religioso, prodotte da diverse scuole europee, ad es. reliquiari, tabernacoli a forma di colomba, ecc. Tra il Trecento e il Cinquecento, la tecnica raggiunge il suo apice con tecniche simili alla pittura a olio su tela, grazie soprattutto alla scuola di Limoges in Francia e a diverse sperimentazioni.

Lo smalto attraversa diversi periodi di rinascita e decadenza. Finalmente, nel Settecento, lo smalto diventa  un protagonista nella rivoluzione industriale. Intorno al 1750, infatti, lo smalto porcellanato inizia ad essere utilizzato industrialmente per le sue straordinarie proprietà tecniche. Nei due secoli seguenti, diventa il rivestimento privilegiato per pentolame, stufe e tubi da fumo, piani cottura, elettrodomestici, targhe pubblicitarie, vasche da bagno e molti altri oggetti d’uso o di design. Le case di tutti, ricchi o poveri, erano piene di oggetti smaltati altamente igienici, infrangibili, resistenti all’abrasione, al fuoco, al freddo, all’acqua e ai detergenti. Accanto ai diffusissimi bianco e blu, c’erano altri vivacissimi colori, sempre con superfici igienicamente perfette e facili da pulire, inodori e insapori.

                            

È a questa tradizione industriale che si rifanno le attività e l’impegno di Emaylum Italia s.r.l., con l’obiettivo di esaltare tutte le proprietà tecniche ed estetico-percettive che i clienti possono trovare nei nostri prodotti.

Per maggiori informazioni sulla storia della smaltatura, vi rimandiamo al sito www.cki.altervista.org dedicato allo smalto d’arte.

Per maggiori informazioni sulla smaltatura tecnica, vi rimandiamo al sito del CISP (Centro Italiano Smalti Porcellanati): www.cisp.it.